Dom, 31 Ott 2021 Fiorirà l’aspidistra

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Siamo a novembre, comincia a fare freddo, il paesaggio intorno a noi si copre di grigio. Festeggiamo le ricorrenza di tutti i Santi, ricordiamo i nostri cari defunti.

Dell’estate ci rimane solo un ricordo sbiadito ma sorrido nel pensare che presto le foglie cadenti dagli alberi, formeranno tappeti di meravigliosi colori, il cui profumo ci avvolgerà. Complice il periodo o forse la pioggerellina, qualcuno di noi, può essere indotto a fare un bilancio della propria vita. Penso sia un po' come sedersi su una panca per riposarsi un po' e poi riprendere la strada con più energia.

Oggi tocca a me, voglio dare una svolta alla mia vita.

Sto per compiere diciotto anni, mi chiamo Matilde, sono alta il giusto, ho i capelli lunghi chiari e indosso spesso giacche color melanzana e pantaloni neri alla zuava, non chiedetemi il perché, non lo so neanche io.

In particolare ho deciso di recarmi presso l’Ufficio Provinciale per la Reincarnazione come mi ha consigliato la mia migliore amica. Per decidere del mio futuro. Presto capirete di cosa parlo, fino ad oggi non potevo, non essendo maggiorenne, la legge non me lo consentiva. L’ufficio si trova all’interno del centro storico della mia città. Se vi lasciate trasportare dai pochi indizi nascosti fra le mie parole comprenderete sicuramente quale sia. Ci addentriamo verso il centro attraversando vicolo Canonichetta, attraversiamo la piazza dove si erge una basilica dallo stile rinascimentale ma in parte gotico e barocco, passeggiamo sotto il porticato immaginando uno spaccato della vita di quel tempo. Sono già arrivata però l’ufficio, all’angolo tra via Albuzzi e via Leopardi, è ancora chiuso. Ho dieci minuti, mi allungo per via Albuzzi per andare ad ammirare una splendida finestra gotica. Ritorno sui miei passi.

La porta di ingresso dell’ufficio reincarnazione è sormontata da due putti a corpo intero, una coppia di angeli fanciulli che sostengono un cartiglio con due teste e il numero civico in numeri romani. Una insegna con lettere in stampatello, sopra la porta, dice “Ufficio Reincarnazione - Vietato l’ingresso ai minori.”

Per tanto tempo ho atteso la maggiore età proprio per questo momento, finalmente sono libera di scegliere per me.

Aspetto che un uomo alto esca, sospiro e decido di entrare. L’ingresso è piccolo, il soffitto basso, è pieno di tanti oggetti, ci sono scatole di tutti i tipi e tanti specchi, forse un po' austero, la luce in penombra ma è tutto ordinato e pulito.

“Buon giorno signorina,” mi accoglie una donna alta e magra, dai capelli corti e biondi e un bel sorriso, “come posso aiutarla?”

“Buongiorno signora, sono venuta a compilare il modello Omega” le dico.

Penso di avere una vita davanti ma alla fine dei miei giorni, tanti o pochi finiranno anche per me, se non sottoscrivo questo modello non potrò scegliere in cosa o chi reincarnarmi ma mi reincarnerò in qualcosa che qualcuno avrà scelto per me.

“Certo, certo, ad ogni modo sei ancora giovane, tu sai che,” a un certo punto passa al tu, “volendo potresti decidere di non compilarlo qualora una rinascita predefinita rientrasse fra le tue aspirazioni,” cerca di rassicurarmi e prosegue, “se non dovessi farlo nella prossima vita ti farebbero rinascere, obbligatoriamente, cane o gatto, non preoccuparti, avresti comunque un futuro assicurato.”

La sensazione di vincolo non l’ho mai sopportata e cerco di nascondere la mia contrarietà.

“Capisco, grazie per l’informazione ma…ehm… come mai o cane o gatto?” Insisto nel volermi informare e per qualche istante rimane il silenzio.

“Mia cara,” prosegue la donna, “queste sono le scelte predefinite dall’organizzazione che gestisce le rinascite,” riprende con aria compiaciuta, “il motivo è dovuto alla fortissima richiesta, quasi ovunque, di questi animali domestici da parte dei cittadini.”

E aggiunge “li scelgono per vincere la solitudine, per compagnia, per motivarsi a muoversi un poco, per fare amicizia con altri genitori… diciamo possessori, soprattutto di cani. Alcuni, ad esempio, si circondano di animali perché li preferiscono agli esseri umani. Altri li scelgono per sentirsi utili, per donare affetto o per riceverne, per avere qualcuno con cui parlare o per farsi ascoltare senza essere interrotti. Talvolta per civetteria, come status symbol o per difesa. Spesso, non ti nascondo che sono un regalo per i più piccini a meno che non scelgano, ma è raro, il classico pesciolino rosso o un uccellino: una scelta per niente appagante vista la breve esistenza che hanno.”

“Non serve ribadirlo,” ormai la signora è un fiume in piena nella spiegazione, “perché è risaputo da tutti, devi sapere che la rinascita è obbligatoria e tassativa entro quattro settimane dalla precedente esistenza umana mentre è immediata in tutti gli altri casi.”

Mi vengono dei dubbi e le faccio qualche domanda “ ma …ci sono limiti alla scelta nella vita successiva?”

“Certo che no” mi risponde, senza guardarmi negli occhi, “ogni esistenza, animale, vegetale o minerale comporta vantaggi e svantaggi. Un’esistenza animale è quella più breve: può andare dalle due settimane di una zanzara ai cento e più anni di una tartaruga che però sono dense di emozioni. Se non sei mai stata una zanzara è difficile da trasmettere l’emozione che si prova a succhiare il sangue sapendo che si può essere schiacciati da un momento all’altro.”

Non posso che darle ragione anche se, penso dentro di me, per capire una situazione non sempre bisogna viverla, ad ogni modo non voglio interromperla.

“Un’esistenza vegetale” continua, “può essere breve se decidi di rinascere come ortaggio, una sola stagione, ma può essere molto lunga se scegli una vita da albero secolare. Ad esempio, il famoso piantone, un cedro del Libano, di via Veratti nella nostra città , ricorderai che aveva centocinquanta anni quando è stato sradicato. Al suo posto adesso c’è un Ginko Biloba che può vivere fino a tremila anni e non so se mi spiego. Però potresti annoiarti e, se non lo hai già vissuto, non saprai quanto. Piove e tu ferma, sole cocente e tu ferma, due innamorati incidono sulla corteccia un cuoricino e tu ferma, una talpa ti mangiucchia una radice appena spuntata e tu ferma, stai lì ad aspettare un treno che è stato soppresso, anzi stai in una stazione dove i treni non passano più o non si fermano, questa è la vita di un albero secolare.”

L’espressione serena che la donna ha dipinta in volto mi fa sorridere e desta sempre di più la mia curiosità.

“E se si sceglie di rinascere minerale?”, le chiedo.

“Beh, merita un elogio a prescindere,” mi risponde, “ci sono esistenze che risalgono alla preistoria, chapeau! Ma è meglio scegliere altro se non hai ancora raggiunto il nirvana o, comunque, la pace dei sensi.”

Ancora aggiunge “nel documento che ti farò firmare, avrai a disposizione sette diverse vite perché alla ottava rinascerai ancora essere umano. Ti conviene prevedere tutte e sette le ipotesi perché poi da animale, vegetale o minerale non potrai scegliere e ti ritroveresti cane o gatto in sequenza, da qui il detto ‘sette vite come il gatto’. Giusto per farti un esempio: quando cade un gatto dal quarto piano, muore di certo ma subito si rialza perché quella è la vita successiva, un po’ come succede nei videogiochi da bar dove il supereroe di turno sembra non morire mai, almeno finché metti il soldino.”

“La ringrazio molto,” le dico con aria euforica, “non avevo mai pensato di guardare al futuro con questa prospettiva.”

“Mi fa piacere d’esserti stata d’aiuto ma, dopo tutto quello che ti ho detto, cosa sceglierai?” Mi pone la domanda in modo diretto con un tono d’importanza.

Comincio a pensare a tutto quello che avevo ascoltato, mi pento di non aver chiesto alla mia amica di accompagnarmi, mi sento sola nella scelta, poi per fortuna, pur non amandole particolarmente, mi ricordo di aver studiato con profitto le materie scientifiche. A scuola avevo memorizzato ogni singolo capitolo della biologia. Per passione o forse per convenienza, la conoscenza del mondo vegetale e minerale poteva aiutarmi. Ripenso anche alle scelte di due vecchi amici che si sono persi e pure io ho perduto.

Lei, per esempio, aveva scelto di rinascere formica (1 mese di vita), mosca (1 mese), ape (2 mesi), libellula (6 mesi), piccione (1 anno), opossum (4 anni) e talpa (3 anni): bene o male che le andasse in meno di dieci anni avrebbe consumate le sue sette vite e sarebbe ritornata a rinascere umana.

L’elenco di lui comprendeva la spugna Anoxycalyx joubini (15.000 anni), vongola Ming (507 anni), squalo della Groenlandia (400 anni), carpa Koi (226 anni), riccio rosso gigante (circa 200), tartaruga gigante (circa 200) ed infine come medusa Turritopsis nutricula che riesce ad invertire il processo di vecchiaia e ritornare allo stadio polipoide e quindi essere parzialmente immortale, in pratica più di sedicimila anni senza contare la vita quasi eterna della spugna.

Penso proprio che questi due amici difficilmente si incontreranno per i prossimi, giorno più giorno meno, ventimila anni.

Mi ritorna in mente che su internet avevo scoperto questo interessante elenco: geco dalla coda piatta, insetto stecco, farfalla foglia secca, insetto foglia, gufo, seppia e mantide fantasma. Di loro non mi era interessato quanto fosse lunga la loro vita, avevo selezionato quelli riservati, che si nascondono, che più si mimetizzano, per non farsi più trovare.

C’è un piccolo problema riguardante l’ultima scelta. Poiché non possiamo scegliere il genere in cui nascere, dovessi rinascere mantide, giunta al dunque, dovrei mangiare il partner o esserne mangiata. Beh, un po' forte come scelta.

All’improvviso mi schiarisco le idee e decido.

“Ho riflettuto sull’ultima opzione, se possibile, vorrei rinascere aspidistra, farò di tutto per vivere fino a cento anni, con fatica e sforzo tenterò di resistere a qualunque situazione avversa accettando, osservando il mondo e ammirandone il susseguirsi delle stagioni.”

“Brava Matilde,” mi risponde, “penso sia una scelta saggia e coraggiosa. Come diceva un grande saggio: le decisioni sono il modo per dare vita e significato ai sogni, sono il modo per farci diventare ciò che vogliamo.”

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