Dom, 06 Dic 2020 La vicina

racconto persone consapevolezza 3 minuti, 52 secondi
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In via Fatebenefratelli numero 28, fino a qualche mese fa, venivo solo per dormire. Uscivo da casa, per andare al lavoro, molto presto e tornavo sempre dopo il tramonto. Sia con l'ora solare sia con quella legale.

Quando prendevo l'ascensore, adesso solo scale anche in salita per non stare in un luogo chiuso…, difficilmente incontravo qualcuno dei vicini. Dalle riunioni di condominio ero esentato in quanto inquilino, l'appartamento in cui abito è in affitto. Per essere precisi, dovrei dire in locazione, perché sono un insegnante e le parole hanno una certa importanza, anche se a volte ci si dimentica.

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Ricordo una frase sentita al cinema, che dice pressappoco così: "Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!". Se non la ricordate, ve lo dico, la dice Michele in Palombella rossa di Nanni Moretti.

In questo periodo, lavoro da casa. Davvero superfluo spiegare i motivi, andiamo oltre, perché è altro di cui vorrei parlare. Desidero parlarvi di tutto quello di cui mi sono reso conto lavorando da casa, solo di recente anche se era tutto sotto i miei occhi, “gli occhi vedono solo ciò che è limitato” diceva Antoine de Saint Exupéry ne Il piccolo principe. Abbiamo letto tutti questo libro da ragazzi.

Mi sono fermato a guardare attentamente, dopo cinque anni, il volto della mia vicina di pianerottolo, la vedevo sempre passare ma ero di corsa, la salutavo frettolosamente. Adesso invece sono tranquillo e ho modo di osservare di più. Mi sono reso conto che è una signora molto anziana, ovviamente in pensione come lo è suo marito, e ho scoperto che è impegnata nella gestione del condominio almeno quanto, ma direi anche di più, l'amministratore del condominio. Il marito no, lui è sempre altrove.

Ho ricostruito la sua impegnativa giornata, scandita da diversi impegni.

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Per esempio, ho sentito che parla con il suo cane, cosa nuova per me che non ho cani. È normale? Mi sono chiesto, non lo so, mi sono risposto. Niente di strano, anche un attore comico in televisione è convinto di parlare al proprio pubblico mentre sta parlando alla telecamera. Dall'altra parte, davanti al televisore, in quel preciso instante, magari ci sono solo divani e sedie vuote perché le persone stanno facendo altro in altri ambienti delle proprie case.

La mia vicina parla con il cane dunque, dicevo, e lo sgrida se fa qualcosa che lei non vuole. Gli parla, in italiano. Io questa cosa non l'ho mai capita, cioè che i cani conoscono la lingua del padrone. Certi giorni gli fa certe ramanzine!

Un'altra cosa che mi meraviglia molto, è la prontezza con cui risponde al citofono. Mi è venuto da pensare che stia tutto il giorno nei pressi del citofono affinché possa essere la prima a chiedere che sia a voler entrare nel condominio. Io stesso rispondo con sufficiente sollecitudine perché all'altro capo è probabile vi sia una qualche fattispecie di lavoratore: un addetto alle pulizie, un postino, un tecnico dell'ascensore, un addetto alla pubblicità ma non così velocemente come fa lei. Chiunque esso sia ha già detto alla vicina quel è la sua mansione.

La cosa non finisce qui, lei si interessa, a tutta la vita del condominio. Controlla che le pulizie vengano ben fatte, chiede a chi è indirizzata la posta e se è necessario che scenda per prenderla, aspetta la riparazione dell'ascensore per firmare la quietanza che lei stessa provvederà a consegnare all'amministratore, assieme, molto spesso, a qualche lamentela. Il povero amministratore, del resto, cerca di sfuggirle per quanto possibile.

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Adesso sembra che ce l'abbia con la raccolta differenziata, in particolare alla modalità di lasciare carta e cartoni. La sento fermare sulle scale chiunque di noi condomini incontra per fargli notare che qualcuno lascia le scatole di cartone senza provvedere a piegarle per occupare meno spazio. La tattica la descrivo meglio. Ci ferma tutti, dicendo a ciascuno che c'è qualcun altro che non provvede adeguatamente nella maniera che dicevo. Lei non accusa nessuno, anche se lo pensa, accusa un ignoto e lo dice a tutti.

Questa cosa se prima mi avrebbe dato fastidio adducendola come ficcanaso, adesso mi rendo conto, dopo tanto tempo, che la sua presenza ha una qualche utilità. Sono un egoista? O superficiale? Ad ogni modo meno male che c’è lei altrimenti tutte le volte che si blocca l’ascensore, si rompe la caldaia, capita questo o quello, forse toccherebbe anche a me dovermene interessare.

Dimenticavo, credo che la mia vicina si chiami Sonia o forse Sabrina, comunque un nome con la S. Appena la incontro, questa volta, non mi farò prendere dalla fretta e glielo chiederò scambiando due parole con lei.

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