Sab, 05 Nov 2016 Segreti e pettegolezzi

TV psicologia racconto 5 minuti, 6 secondi
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C’è una storia che vorrei raccontarvi, alla quale darei questo titolo: "segreti e pettegolezzi". Ognuno di voi, se vorrà, potrà darle un proprio significato. Prima però la storia richiede una breve riflessione.

Le storie possono piacere o meno così come possono incuriosirci o lasciarci indifferenti. Esse si nascondono nei racconti, nelle riviste, nei film e possiamo scoprirle quando abbiamo poco tempo a disposizione. Quando il tempo lo concede, le possiamo apprezzare nei romanzi e nelle telenovele. Anche la pratica di uno sport è una storia, che raccontiamo mediante il corpo senza usare le parole.

Ebbene, possiamo apprezzare tutti questi strumenti che ci consentono di immaginare, consapevoli che è importante la trama su cui si posa il nostro sguardo ma lo è ancor di più il modo in cui ciascuno di noi la sa osservare, la maniera in cui utilizza l'occhio della propria mente, il proprio spirito critico.

Molti ricorderanno che un tempo vi erano, a parte una RAI 1 in bianco e nero, solo i fotoromanzi, invece oggi vi sono diverse opportunità per interagire con il mondo delle idee e della fantasia.

Ma perché, ci chiediamo, la mente ha bisogno, ogni tanto, di fantasticare?

Le risposte, più o meno veritiere, sono molteplici: alcuni di noi desiderano indagare realtà alternative alle proprie, altri inseguono il proprio io vissuto durante l'infanzia, taluni amano immaginare un futuro desiderabile, altri ancora, al contrario, trovano piacere facendo esperienza di catastrofi improbabili. E ancora mille e una motivazione.

Comunque sia, accade che, in modo conscio o inconscio, all'interno di questi “sogni” vi possa essere una fonte da cui attingere per recuperare le energie e le risorse che potranno illuminare la propria realtà creando perciò armonia interiore.

Per meglio interpretare la realtà, abbiamo bisogno di risposte chiare e trasparenti. Nelle storie la realtà viene semplificata. Avvertiamo infatti la necessità di definire i caratteri delle persone in modo nitido: quel mio amico è intelligente, quella mia cugina è una brava persona, la mia insegnante è generosa, ..., ecc..

Di proposito, tralasciamo altre peculiarità che riteniamo irrilevanti. Penso però che ognuno di noi non possa essere definibile in un modo o in un altro: ognuno può avere caratteristiche prevalenti ma è caratterizzato da un mondo di modi di essere e di agire a volte condizionato dal contesto o dalla situazione che in quel momento della propria vita lo sta condizionando.

La telenovela, dunque, può avvicinarci a quel mondo ideale, tanto desiderato, della chiarezza e della trasparenza perché crea tipologie di persone esemplari: la cattiva, il buono, la pettegola, l'avaro, ....

Non sarà questo il motivo per cui si dice che un certo attore è una stella del cinema? Come una stella del firmamento diviene il paradigma, l'esempio, l'idea platonica di un pregio o difetto, portato agli eccessi.

Se pensate a quanto sopra potreste condividere questa mia avventura. Credetemi, è successo per davvero!

Stavo camminando con passo circospetto (come solo noi donne sappiamo fare) ma sostenuto dopo essere uscita da un centro commerciale situato nella immediata periferia, oltre le mura Aureliane della città. Sono andata con il solo motivo di guardare le vetrine attirata dalla loro luminosità, non avrei comprato niente se non avessi visto dei cuscini per sedie.

Le mie sedie romane ne sono già provviste ma ho deciso di cambiarli, li desidero più colorati, più spessi e morbidi.

La strada che devo percorrere a piedi la conosco appena per cui spero di non perdermi affidandomi al mio poco senso di orientamento. Il tratto, abbastanza breve, porta alla fermata di un bus che incrocia la metropolitana con la quale posso, con poche stazioni intermedie, raggiungere casa in tempi brevi. Non direi sia una stradina di campagna, voglio solo dire che non consente di affermarlo la presenza del centro commerciale. Anche se la campagna c'è.

Essa fiancheggia la via alternando la sua posizione: ora a destra talora a sinistra, talvolta si distende a vista d'occhio lasciandosi scorrere addosso, come un serpente, il manto stradale. Dovrei essere vicina però non vedo ancora alcun cartello ne pensilina. Però scorgo qualcuno che viene in senso opposto, è una ragazza che mi sembra di avere già vista da qualche parte. Somiglia senza alcun dubbio a Gracia, la merlettaia della telenovela Il segreto, una ragazza solare.

Sono perplessa. Cosa sta succedendo? Nulla di strano, non si dice infatti che ciascuno di noi ha sette sosia nel mondo? Se sia vero non so, però questa è certamente una sua sosia.

Proseguo. Sui terreni incontro dei braccianti che lavorano la terra e c'è un tizio con barba e cappello che sbraita contro di loro. Beh questa è bella, questo tipo burbero e scontroso sembra lo stampino di Mauricio, il capomastro di Donna Francisca Montenegro della stessa serie televisiva appena citata. Sembra di essere sul set del film, per davvero.

Un rosa delicato e un grigio tenue rendono struggente il cielo, posato come un drappo da sipario teatrale sulle colline all'orizzonte. La luna si è appena alzata sulla scena di questo piccolo pezzo di mondo.

Il Segreto, Canale 5, 8 ottobre 2016 (21'53" - 22'30")

Poco dopo, invece della fermata del bus, mi ritrovo al centro di Puente Viejo. C'è la locanda di Emilia e Alfonso, l’operosa pasticcera Candela, l'emporio dei Miranar. Ci sono le strade che portano alla Villa, alla El Haral e alla Quinta Miel (o Miel Amarga). Ci sono i buoni paesani che girano come al solito, chiacchierando fra loro. Soprattutto c'è Dolores Miranar, la pettegola, proprio sull'uscio del suo negozio, che tiene banco con le ultime notizie.

Nessuno di loro sembra far caso a me. Sento strombazzare come un clacson, da lontano e poi sempre più da vicino. Meglio spostarsi, deve essere Don Anselmo, il parroco, una persona sempre disponibile, che arriva a bordo della moto del comune presa in prestito. Il rumore si fa sempre più intenso tanto da svegliarmi. Era solo un sogno.

Ecco cosa succede ad addormentarsi più tardi del solito per scrivere , in un sol colpo, di segreti e pettegolezzi, di caratteri e personalità in una dimensione parallela dove, grazie all’osservazione del mondo, realtà e fantasia viaggiano insieme, nel nostro meraviglioso mondo dell’anima.

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