Dom, 06 Ago 2017 Nel parco della vita

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Per quanto possa sembrare poco credibile, adesso riesco a comprendere con facilità. Ormai ci conosciamo da molti anni, è probabile che dipenda da questo. Credo possa essere paragonato, per rendere l'idea, a quello che capita quando si ascolta qualcuno che parla una lingua che vogliamo imparare.

Agli inizi si riesce a malapena a distinguere le singole parole, poi si comincia a separarle ma di non di tutte se ne conosce la traduzione. Questo è ciò che è capitato a me.

Nomignoli

Mi auguro di essere riuscita a far comprendere ciò che mi sembra di aver capito. Con questo caldo e con i fastidiosi continui ruggiti di Leo-Nardo faccio fatica perfino a ordinare i pensieri.

Il nomignolo di Leo-Nardo lo usa quel genio del nostro guardiano per chiamare il nostro leone asiatico. Secondo lui, Leo sarebbe il nome e Nardo il cognome.

Il guardiano è quel tizio che ci porta il cibo e le bevande, pulisce i diversi appartamenti dove viviamo, passa a dare la buonanotte e, al mattino, il buongiorno. È simpatico ma, dall'accento, non capisco dove sia vissuto perché la sera quando tutti i guardiani vanno via, nessuno di noi sa dove vanno.

A me, il guardiano, ha dato il nome di Filo-Mena, non Filomena tutto attaccato, Filo di nome, Mena di cognome. Mi chiama così da quando gli ho dato un calcio perché si era avvicinato troppo. Prima mi chiamava Gira-Tevi, Gira di nome, Tevi di cognome.

Ibis

Alcuni di noi hanno un nome già quando arrivano da altri parchi come Lakshmi, l'elefante asiatico che arriva direttamente da casa sua, dalla Birmania o come Kasih, la tigre di Bengala che arriva dal parco di Nanchino. Al guardiano il nome Kasih sembra poco, per cui quando si rivolge a lei, le urla: "Kasih Noo! Già Finito?" perché continua a meravigliarsi dei pochi attimi che impiega quando pranza o cena.

Fra i tanti inquilini, ce ne sono tanti altri, ad esempio ci sono Cleo-Tilde, Bru-Nilde e Leo-Nilde. Queste tre, almeno così dice il guardiano (che si crede furbo), sarebbero sorelle e fratello, ma che ne sa lui dei nostri legami familiari! Passiamo oltre.

Vita familiare

Finora nessuno di noi ha mai voluto descrivere la vita presente nel nostro condominio. Ora lo faccio io, mi spetta di diritto, visto e considerata la mia nobile altezza. Gli altri mi considerano un poco pettegola anche se non credo sia così, è solo invidia. Lo dicono per la mia abitudine a sbirciare oltre lo steccato del mio alloggio. Mi viene spontaneo farlo per via del mio lungo, a questo punto regale, collo.

Tornando a Leo-Nardo, è il leone che, grazie a chi ha progettato la disposizione dei recinti, mi ritrovo poco distante da me, in pratica, i più affamati predatori abitano di fronte a me. Provate per un attimo a mettervi nei miei panni. Non corro alcun rischio, come nella savana di cui mi hanno parlato alcune amiche di mia mamma, ma fin da piccola, per colpa di Leo-Nardo soffro, di torcicollo e, scusate se per caso state pasteggiando, diarrea. Paura uguale WC.

Le nostre debolezze

Mi prende una fitta lancinante, un dolore indicibile mi trafigge tutto il collo ogni qualvolta quel leone irrequieto ruggisce. Appena sento la prima nota del suo trucido verso mi giro di scatto verso la direzione opposta e, zàcchete, parte una fitta al collo che mi dilania per giorni.

Della evacuazione non programmata e non desiderata, che dire? Chi ha provato una paura simile sa cosa intendo. Comunque il guardiano non si preoccupa più di tanto di questa eccessiva produzione di materiale innominabile perché ho sentito dire che da qualche mese a questa parte, in un salone accanto mettono in mostra i nostri escrementi. A questo punto, pur afflitta dal dolore e spossata dall'andare in bagno, sono fiera di dare anche io il mio piccolo contributo.

Che dannazione, il collo. È da qualche settimana che ho questo terribile dolore e, di conseguenza, sbircio di meno. Vi assicuro che quando non soffro di questo fastidio mi sporgo anche di oltre tre metri.

Lui

Qualche indizio sul guardiano? Si tratta di un tipo che è tutto un programma: alto, si fa per dire, vista la mia altezza, un metro e poco altro, bianco come il latte appena munto escludendo le braccia imbrunite che sembrano di una altra persona e con un pizzo che, a volte, al tramonto lo scambio per Cleo-Tilde, la capra tibetana. Impossibile a quest'ora, la mia amica capra dorme già da un pezzo. Eccolo che arriva.

"Amica mia, la mia giraffa preferita, ma che stai a fà? Non me dì che stai a pensà? Oh, nun ce prova' che ti fa male co' sto caldo che fa. Guarda qua, ti ho portato del ghiaccio. Così te rinfreschi un po'."

Il guardiano parla con tutti quelli che, come me, vivono in questa specie di condominio. Mi trovo qui da sempre, infatti ci sono nata, come tanti altri inquilini. Però, se non erro, credo di essere tra le più anziane del luogo. Questa faccenda comunque non riveste alcuna importanza, non facciamo mica riunioni condominiali, per fortuna.

Cosa pensa veramente una giraffa

Penso che tutti noi, con le nostre diversità, siamo importanti perchè diamo equilibrio al mondo in cui viviamo. A questo pensiero sono arrivata grazie all'esperienza e all'età. Ho imparato, in tutti questi anni, a osservare il contributo che ognuno sa o vuole donare agli altri.

Anche quel genio che ci da da mangiare, in fondo, è utile con la sua presenza a mantenere questo fragile equilibrio nonostante le stupidaggini che dice mentre gironzola. Parlando con noi, considerandoci, ci fa sentire esseri unici e indispensabili.

Giraffa

Giunti al traguardo

Qui dentro ci sono tanti posti in cui non sono stata e tanti altri inquilini che non conosco, mai conosciuti, per esempio l'insetto stecco, lo scorpione e il pitone di cui tanti hanno paura. Penso che, in fondo..., si ha paura di ciò che non si conosce.

Insetto stecco? Anche lui fa parte del nostro mondo. Se c'è a qualcosa serve!

Hoc die scripsi...

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