Dom, 23 Apr 2017 Vestiti di musica

Chopin D'Alessio racconto 3 minuti, 21 secondi
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A Claudia piaceva osservarlo mentre rifletteva a voce alta, perché il suo sguardo era spesso immerso in un’altra dimensione nella quale nessuno poteva accedere, neanche lei, se non per qualche breve istante. Lui sapeva allietare anche quei momenti, creando la giusta atmosfera, accarezzandoli con armonici sottofondi musicali. Tony (Antonio quando viveva nella sua Padova) adorava ascoltare musica, per lui la musica era una compagna di viaggio.

“Sono convinta che tu ascolti musica in ogni momento” gli disse Claudia sorridendo. “Come tutte le donne sei troppo curiosa” rispose Tony con quell’ironia che lo rendeva affascinante. Claudia era convinta che Tony ascoltasse musica anche quando i pensieri si addentravano nei meandri più nascosti della sua mente, forse al mattino appena sveglio, forse al rientro da lavoro, oppure nei fine settimana.

Certamente lo aveva sentito ascoltare musica quando era allegro o malinconico e, anche in quei momenti, non manifestava alcuna preferenza se non in quella che lui stesso definiva “della buona musica”.

Claudia e Tony erano diversi per esperienze e stili di vita ma quando trascorrevano dei momenti insieme si divertivano guardando il mondo con gli occhi dei bambini. Qualcosa di molto forte li univa, inspiegabilmente li attraeva e un filo sottile li avrebbe legati per sempre.

Si erano conosciuti in Inghilterra, all’University College London, meta comune per il periodo di studi all'estero. Lui era gioviale e divertente, un uomo senza tempo ma, soprattutto, sapeva cogliere la leggerezza dell’esistenza attraverso una innata semplicità che gli consentiva di rompere quegli schemi sociali in cui Claudia si sentiva spesso intrappolata come un personaggio ritratto in un quadro di Escher.

“Claudia, secondo me,” diceva spesso Tony con quell’aria sognante e anticonformista, “se Chopin e Vivaldi fossero stati nostri contemporanei avremmo saputo apprezzare il loro talento senza aspettare la beatificazione da parte della critica dopo la loro morte”. Claudia amava ascoltare con quanta leggerezza venissero pronunciate tali parole.

Dopo l'Erasmus, alla conclusione degli studi in Italia, lui era ritornato nella sua terra natia mentre Claudia, unica figlia, aveva dovuto, suo malgrado, condurre l'attività commerciale dei propri genitori in quella Padova, ricca d’arte e di cultura dove anche Tony era nato e cresciuto in un tempo diverso dal suo.

“Devo tornare a Londra, Claudia, ormai il mio futuro è lì”; una lacrima sfiorò il viso della giovane donna mentre sentì pronunciare queste parole. Tony le asciugò il volto e, con quell’amorevole sorriso che caratterizzava i suoi lineamenti maschili e sensuali, aggiunse “non piangere, la musica, tutte le volte che ascolterai la musica non con il cervello ma con il cuore, mi troverai lì a pensarti.

Le labbra di Claudia sfiorarono per un attimo la guancia di Tony, poi scese dall’auto, attraversò il viale. Ancora con gli occhi umidi, travolta da un insostenibile senso di vuoto, avrebbe voluto tornare indietro da lui, chiedergli di rimanere o di fuggire insieme ma quel qualcosa di fortemente razionale che la dominava, la spinse ad entrare in casa e chiudere la porta dietro sé.

Molti anni sono passati, oggi Antonio vive in un sobborgo, a detta di Claudia abbastanza anonimo, di Londra e la musica spesso lo riporta con la mente agli anni giovanili, nei luoghi da entrambi amati e come pietre preziose custoditi.

A Claudia piace pensare che lui ascolti ancora, trascorsi questi anni, quegli strani gruppi musicali hard rock, (“Tony te li ricordi ancora i Kiss?”) di cui lui conosceva ogni minimo dettaglio oppure Chopin, Renato Zero, Vivaldi e Gigi D'Alessio.

Gigi D'Alessio

“Scelgo la musica in base al mio stato d’animo e non razionalmente come fai tu, soprattutto deve piacermi” e poi, finiva spesso, sorridendo, per imitare Totò, Antonio de Curtis, “al mio funerale ci saranno parole, paroloni, elogi, e mi scopriranno grande attore perché, sai, in questo bellissimo Paese, per venire riconosciuto devo prima morire”.

Antonio de Curtis

E mentre il cuore di Claudia nel giorno del suo compleanno, era sopito nei ricordi, un fattorino la richiamò alla realtà sorprendendola: “Un pacco per la signora Claudia B.”. Era avvolto in una carta disegnata con i colori della bandiera inglese, Claudia lo aprì, e pianse.

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