Sab, 29 Giu 2019 Manuale di sopravvivenza

racconto consapevolezza tempo 3 minuti, 50 secondi
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A me e ai miei figli ci è venuto un colpo quando abbiamo sentito che domenica prossima ci sarebbe stata la festa dell'uva. Tutti sanno che l'uva matura tra agosto e settembre e, quindi avremmo avuto una vita breve. Penso soprattutto ai miei figli, appena nati. Ovviamente il loro padre ci ha appena lasciati.

Sbagliereste se pensate che mi abbia abbandonata da sola con i miei piccoli, ci ha lasciati per andare nella desiderata Pozzanghera Eterna.

Siamo una famiglia di zanzare e se fosse già settembre sarebbe un bel problema, soprattutto a Torino. Ma dico io, è mai possibile che, coloro che abitano in città, dimenticano perfino quando arrivano a maturazione i diversi generi di frutta?

E come se noi zanzare non sapessimo dove si trovano le pozzanghere.

Serve un ripasso, un piccolo promemoria? In breve, in inverno i frutti con la buccia spessa che li protegge dal freddo, per intenderci gli agrumi - arance, mandarini, limoni - ma anche kiwi, in primavera quelli colorati - mele, pere, albicocche, pesche, fragole, ciliegie -, in estate i frutti dissetanti - angurie, meloni -, in autunno ogni genere di frutta secca e poi melograni e cachi.

Sto tergiversando, comunque mi sono limitata perché sono una zanzara e, in tutta sincerità, per la mia colazione, pranzo e cena, preferisco un goccio di sangue.

C'è però un'altra cosa che invidiamo agli esseri umani: i libri, i giornali, le riviste, qualunque cosa si possa leggere. Vi svelo un nostro segreto, a noi la sera piace leggere.

Prima però voglio dirvi una cosa, nel racconto continuo a scrivere "esseri umani" ma noi preferiamo un termine che può essere tradotto nella vostra lingua, più o meno, come "magazzino del nettare".

Torniamo a pozzanghera!. Quando si fa sera, all'ora in cui gli umani vanno a letto, ci dirigiamo dove l'aria sembra più umida. Non abbiamo preferenze, vanno bene le periferie, altrettanto bene va il centro città, siamo indifferenti ai preconcetti. Di solito scegliamo appartamenti con la luce già accesa perché vuol dire che si stanno intrattenendo in qualche attività, magari stanno leggendo, anche se ultimamente succede più di rado.

Comunque se la luce è spenta, ci pensiamo noi a farla accendere, l'importante che ci sia una finestra aperta, per poter entrare. Appena ci accorgiamo che qualcuno sta leggendo ci avviciniamo in silenzio e, con la nostra superba vista, ci mettiamo a leggere. E poi sfatiamo un mito. Quando entriamo nell'orecchio di qualcuno lo facciamo solo per fargli girare la pagina, visto che si era addormentato con il tablet in mano. Ovvio, ci piacciono anche le tecnologie, con tutti quei colori brillanti, è una pacchia leggere.

Non lo avreste mai pensato che alle zanzare piace la cultura. Proprio questo interesse ci ha permesso di sapere che ci sono posti, non esagero a definirli, paradisiaci: Vercelli e Novara.

Abbiamo saputo che si sono immerse distese di acqua e che la vita delle zanzare che ci vivono è meravigliosa. Per quelle come noi che vivono a Torino è come una favola. L'estate arriva tardi e va via presto, un vero incubo, anche se per la pioggia non ci possiamo lamentare.

Oltre che a scambiarci gli indirizzi dove poter trovare del buon cibo e delle reciproche letture, parliamo sempre più spesso di questo paradiso irraggiungibile.

Qualcuna di noi ha provato a prendere il treno o l'autobus per arrivarci ma la cosa si è rivelata una versa tragedia. Appena una zanzara entra in una carrozza viene scossa da un brivido di freddo che la stende in men che non si dica, caschiamo a terra come moscerini ubriachi vicino alle botti di mosto.

Potremmo provare volando. Certo, ma sono un centinaio di chilometri. Alla velocità di un chilometro all'ora (lo so, le zanzare sono più veloci ma una cosa è fare cento metri e una cosa sono cento chilometri e poi con i piccoli al seguito) ci vorrebbero circa quattro giorni vi viaggio. E nel frattempo dove mangiamo, leggiamo o dormiamo? Sotto un ponte? Un viaggio impervio, dunque impossibile.

E poi c'è il problema dei problemi, quello insormontabile: due settimane per i maschi e sei settimane per noi. È il nostro breve ciclo di vita. Adesso capite perché sono senza marito e i miei figli senza un padre, alla mercé di stupide racchette, di quelle costruite apposta per ucciderci, da 4,99€ in qualunque supermercato.

Per me che già sono nel mezzo del cammino della mia vita affrontare questo viaggio sarebbe come una traversata del deserto, potrei non arrivare mai a destinazione, e poi, che fine farebbero i miei pargoli?

Avessi più tempo, mi piacerebbe tanto scrivere un manuale di sopravvivenza per giovani zanzare.

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