Dom, 30 Set 2018 Il nostro guardaroba

racconto vestiti acquisti 4 minuti, 6 secondi
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Siete una lei e un lui e state uscendo a far compere per ampliare il vostro guardaroba. Uscite assieme, però dovrete separarvi fisicamente, perché i reparti sono distinti, e mentalmente perché i vostri approcci agli acquisti seguono motivazioni diverse se non opposte.

Sei un uomo, per te è abbastanza semplice, non hai bisogno di niente.

Caro, il tuo ragionamento è lineare, il tuo guardaroba è già al completo, lo è sempre stato fin da quando, da ragazzo, tua madre ha smesso di acquistarli per te.

Tu compri solo in due casi. Quando la taglia è cambiata per difetto – molto difficile - o per eccesso – nessun problema perché da lunedì prossimo ti metterai a dieta per rientrare nella tua taglia - e, secondo caso, quando un capo non è più utilizzabile per usura comprovata.

Fosse per te l’industria dell’abbigliamento avrebbe seri problemi qualunque sia il paese di produzione. Nel senso che quella maglietta, che lei ti vedrebbe bene addosso, non la compreresti neanche a un euro perché non ti serve, quella che hai non si è ancora bucata ed è della misura giusta.

Nel tuo guardaroba ci sono quel paio di scarpe estive e quel paio di scarpe invernali e sono sufficienti perché – è acclarato in qualunque ascensore, quando non si sa cosa dire - non ci sono più le mezze stagioni e di scarpe te ne bastano un paio al massimo due.

Stesso discorso per i pantaloni, camicie, maglie e maglioni, la loro quantità è modica come l’uso del sale in cucina, q.b. (quanto basta). Sei convinto che basti un paio di guanti per l’inverno, un cappellino per l’estate, qualche cravatta con dei colori che stanno bene su tutto.

Tutto il tuo guardaroba, è concentrato, occupa molto meno della metà di un grosso armadio matrimoniale.

Senza alcun tentennamento, acquisti nello stesso numero di ciò che butti. La tua è una economia circolare, un magazzino in cui entra solo ciò di cui ti liberi.

Per te non esiste la fase del sarto che aggiusta la taglia, fin dall’acquisto va tutto bene com’è.

I tuoi acquisti sono premeditati.

Esci per far compere solo nel giorno che hai deciso difatti hai difficoltà quando sei a passeggio con lei che decide di entrare in un negozio – perché ha bisogno di non so’ cosa - e ti chiede sei hai necessità di qualcosa. Beh, se avevi urgenza di acquistare ci saresti già andato, ma ti pare!

Però, chissà, forse col tempo potresti invertire la rotta… cerchiamo di evitare i cliché!

Sei una donna e fin da bambina ti è sempre mancato qualcosina, quasi tutto.

Cara, intanto hai ragione tu, ogni occasione della giornata prevede l’abbigliamento adeguato.

E ogni giorno bisogna moltiplicarlo per le molteplici situazioni climatiche: sereno, pioggia, asciutto, umido, caldo, freddo in tutte le loro possibili combinazioni – e per essere più precisi mi suggerisci – come la situazione sereno/asciutto/caldo oppure sereno/umido/freddo e così via.

Per te un altro parametro essenziale è – per così dire - la situazione esistenziale, devi vestire dei capi legati al contesto: lavorativo abituale, lavorativo d’occasione speciale, festivo, tra amici di vecchia data, tra amici appena conosciuti, con il tuo lui nella tua città, con il tuo lui in una città che non è la tua, dai parenti con cui ti senti a tuo agio, con i parenti lontani che non vedi da una vita, in centro città rispetto alla periferia, a passeggio oppure per acquisti.

In questo caso il cervello del tuo lui è già ingarbugliato perché lui non comprende che possa esistere un vestire adeguato all’acquisto di vestiti. Che fatica!

Una fase ulteriore è quella della taglia, qualunque essa sia, il capo dovrai portarlo dal sarto per farlo allungare o accorciare o allargare o restringere, e anche se il sarto te lo sconsiglia tu vuoi che lo riprenda comunque, piuttosto cambi sarto se non è d’accordo.

Una parte del tuo guardaroba occupa la tua metà del grosso armadio matrimoniale più la parte che il tuo lui non usa, tanto peggio per lui!

Altro vestiario si trova in altri due armadi comprati per le esigenze sopraggiunte.

Un discorso a parte meritano le scarpe.

La loro distribuzione in casa è simile ai nodi di internet, sono distribuite in tanti punti dell’alloggio: nelle diverse scarpiere, le scarpe di uso quotidiano, nelle scatole quelle appena acquistate o quelle che non usi abitualmente, in cantina quelle che non usi quasi più ma ti dispiace buttare, altre ancora in una busta da buttare nei cassonetti per la raccolta dei vestiti.

Una lei non premedita gli acquisti, semplicemente acquista quando vuole. Semplice, no?

Sei una donna e quindi sei perennemente in modalità acquisti tranne quando dormi. È pur vero che la maggior parte dei sogni riguardano l’abbigliamento che ancora vorresti però, non preoccuparti, domani è un altro giorno e i negozi stanno aspettando te.

Però, chissà, forse col tempo potresti invertire la rotta… cerchiamo di evitare i cliché!

Hoc die scripsi...

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