Ven, 05 Feb 2021 Buon compleanno

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Pacchi colorati, più o meno grandi, alcuni voluminosi con fiocchi sgargianti e vistosi, altri più piccoli e non meno appariscenti, ordinazioni in pasticceria, frasi spiritose sui bigliettini, telefonate di auguri condite pure con sciocchezze affettuose. Mi è sempre piaciuto compiere gli anni e festeggiarli.

Tutti insieme a festeggiare, la stessa città, gli affetti più cari, gli amici di sempre, qualche persona appena conosciuta, la sola gioia di stare insieme con cibo e bevande, il taglio della torta e, a seguire, il brindisi di auguri. Senza proferire parola, da inguaribile ottimista, dicevo questo a me stessa, mentre decidevo che il mio compleanno lo avremmo comunque festeggiato. Il comunque riguarda la volontà di festeggiarlo contrapposto alla necessità di volere rispettare le regole per evitare assembramenti.

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Devo ammetterlo. Questo mio compleanno è diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto e pure da quelli che seguiranno. Se l'istituto di statistica non bara con i numeri riguardanti l'aspettativa di vita, sono giunta proprio nel mezzo del cammino della mia vita.

Insomma, desidero una grande festa e, soprattutto, tantissimi invitati da cui ricevere gli auguri per questo traguardo. E poi c'è la torta: quanto grande vuoi che sia, quali gusti scegliere, quante candeline, dove mangiarla, sono opzioni e, contemporaneamente, vincoli che interagiscono in conflitto fra di loro.

Va bene, lo so cosa state pensando, è necessario ammettere che forse, quest'anno non sarà così, anzi è certo.

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Se fossi nata d'estate, probabilmente il colore della mia regione, sarebbe potuto diventare perfino bianco o magari giallo ma ad oggi, nel pieno dell'inverno, il colore è arancione e chissà per quanto tempo rimarrà tale.

Un attimo di giallo, se vuoi, si può vedere solo ai semafori: tra l'altro è il colore che dura di meno, anche al semaforo, voglio dire. Quando c'è il verde non stiamo certo a guardarlo perché attraversiamo l'incrocio, fissiamo solo il rosso e sembra non cambiare mai. Sembra quasi che sia il colore rosso a fissare noi. Quel colore che fino ad oggi ha reso grintosi i nostri abiti femminili, formali, a tubino, oggi è diventato simbolo di sospiri e privazioni.

Prima parlavo di vincoli, nodi da sciogliere per giungere a una soluzione soddisfacente.

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Un primo vincolo è che non posso mettere su una torta piccola, per due o tre persone, le candeline necessarie a raggiungere il numero degli anni; occorre una torta di una certa dimensione, con una sua personalità, diciamo, esuberante. Pure al contrario, mettere una sola candela su una torta gigante, per quindici o venti convenuti, non è opportuno.

A proposito di candeline, oltre a deciderne il numero, c'è un altro problema, sarà un vero dilemma spegnerle. Nessuno vorrà che soffi sulla torta, neanche dopo dei tamponi negativi, ripetuti per i quindici giorni precedenti al giorno del compleanno. Occorre un'alternativa valida. Forse un ventaglio. No, una bomboletta di aria compressa, non va bene.

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Aspetta, guarda un po' cosa vado a pensare. In certi vecchi film in bianco e nero mi ricordo di aver visto come spegnevano le vecchie lanterne ad olio lungo le vie delle città, prima del passaggio a quelle a gas e poi a quelle elettriche. L'accenditore provvedeva ad accenderle la sera e a spegnerle all'albeggiare.

Nel caso dello spegnimento, si aiutava con un bastone alla cui sommità c'era una specie di bicchiere capovolto. Con questo attrezzo copriva la candela, la quale non avendo più ossigeno, si spegneva. Soluzione interessante ma poco pratica, riuscirei a spegnere una candelina alla volta e prima di arrivare al mio numero ce ne vuole di tempo. Mi mancherebbe anche la contemporaneità dell'evento e la cosa potrebbe non essere di buon auspicio.

Credo che un ventaglio possa andare bene se deciderò di mettere poche candeline, in rappresentanza di tutte quelle necessarie. Ne potrei mettere, più o meno, una per ogni tot di anni e con poche candeline me la dovrei cavare.

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Allora, forza, quanti amici posso invitare? Secondo l'ultimo DPCM, non più di due, sempre che non cambi in peggio. Comunque sarebbe un problema anche se cambiasse in meglio. Uno: non posso invitare una persona il giorno stesso, un minimo di anticipo lo devo concedere a me stessa e agli altri. Due: dovrei fare una selezione davvero difficile, questo è un problema. Coloro che escluderò se la legheranno al dito, non mi conviene.

La verità è che, bisogna che lo ammetta a me stessa, la festa non la farò ma, non mi abbatto, è solo posticipata: la torta ho deciso di farla comunque, seguendo una ricetta trovata sulla rete. Gli ingredienti sono farina di riso, miele, uova, mele, banana, lievito, olio e cannella. Alla fine hai comprato una sola candelina, di quelle che hanno la cifra, da tenere come ricordo.

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Mi devo arrendere, la magia svanisce, la festeggiata sono io e stasera sarò sola, mi ritaglierò un paio d'ore, curerò tutto nei minimi particolari, stenderò la tovaglia, preparerò le candeline e festeggerò... Suonano alla porta, a quest'ora?

– Sorpresa! Due care amiche attendono sulla porta.

– Cosa ci fate qui?

– Ti ricordi che oggi è il tuo compleanno? Siamo venute a farti gli auguri, anche a nome di tutti i nostri amici comuni e a portarti il regalo che abbiamo deciso di farti per l'occasione, noi e gli altri che non possono venire di persona. Però saranno presenti in altri modi...

E in quel momento sento squillare il cellulare. È un messaggio che mi chiede di entrare in una stanza di Jitsi Meet.

Le due amiche, che nel frattempo sono entrate, mi dicono – Sono i nostri amici che ti vogliono fare gli auguri in videoconferenza. Vogliamo evitare lo spoiler però più tardi presta attenzione alla posta elettronica, a WhatsApp, a Telegram, guarda su Facebook e Twitter e dai un'occhiata alla cassetta delle lettere... L'amicizia e la forza di volontà superano ogni ostacolo, barriera. I muri sono solo nella nostra mente.

Sono davvero sorpresa e non ho più parole.

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