Gio, 29 Dic 2016 Bambina mia

ipnosi scuola racconto 5 minuti, 10 secondi
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Gli studi sull'ipnosi costruttivista, mi hanno consentito di addentrarmi nei mondi della mente spesso misteriosi, sempre delicati. A questi meravigliosi mondi, alla loro fanciullezza, vorrei dedicare questo racconto. In esso, vogliate immaginare, una donna, oggi quasi sessantenne che chiameremo Anna, la quale attraverso l'ipnosi regressiva, riesce a recuperare la propria serenità facendo riaffiorare affetti, figure allegoriche e immagini che hanno colorato un momento tanto importante della sua infanzia, finora custodito così gelosamente da essersene dimenticata.

***

Per il primo mese di scuola, sua nonna le aveva promesso che l'avrebbe aspettata all'uscita. Alla donna questa incombenza non è mai pesata. Prima avrebbe fatto un giro del mercato rionale, per vedere le mercanzie esposte e per comprare quanto necessario per cucinare per se e per la sua amata nipotina. Poi si sarebbe avvicinata all'uscita ad attenderla.

Quel giorno era uno degli ultimi in cui l'avrebbe aspettata. Voleva smettere per incoraggiarla ad andare a scuola da sola, renderla autonoma, farla diventare grande. Solo per questo, altrimenti, fosse ancora in vita, sarebbe andata a prenderla ancora oggi all'uscita dal lavoro con il consueto sorriso stampato in volto di chi aveva affrontato la vita con una tempra di altri tempi.

La nonna, dal marciapiede antistante il cancello d'ingresso, vede la bimba scendere gli scalini esterni con il suo grembiulino bianco candido, il fiocco blu, la piccola cartella sulle spalle e con la solita faccia triste. Le va incontro e, quando le è vicino le dice «Bambina mia, ascoltami, voglio dirti una cosa...»

«Dimmi nonnina.»

«Senti piccola Anna, non ti spazientire se qualche volta ti ripeto le stesse cose...»

«Si, nonnina, va bene.»

«Ho bisogno di ricordarti alcune cose. Penso siano importanti perché tu possa portarle sempre con te anche quando sarai grande e dovrai camminare da sola.»

«Vuoi parlarmi di nuovo della scuola?»

«Si, amore, promettimi che da oggi studi tanto tanto...»

«Ma, nonna, sto studiando più che posso ma...» E il volto della bimba diventa cupo.

«Questa mattina ho incontrato la maestra e mi ha detto cose diverse. Bambina mia, devi studiare così, quando sarai grande, potrai sapere tante cose.»

«Nonna, io ho paura della maestra, è tanto severa, non sempre riesco a prendere 'bravissima' a scuola. Si, ho proprio tanta paura della maestra.»

«Hai paura della maestra? È un pezzo di pane, una santa donna! Anche tua sorella ha studiato con lei e non si è mai lamentata.»

«Forse la maestra era più giovane, nonnina, forse con gli anni è diventata cattiva, è tanto severa, io ho paura...»

«Va bene. Stammi a sentire, dammi la manina e vieni con me, ti porto a vedere un luogo che ti darà tanto coraggio e potrai tornarci tutte le volte che avrai paura.»

«Nonna, dove mi porti?»

«In un posto pieno di cose belle. Ci sono cose che ti piacciono, come il bambolotto cicciobello. Vedi, amore mio, le cose che ti ho regalato le ho prese in questo posto che non hai ancora visto.»

La donna e la bambina attraversano il mercato. Il loro abbigliamento non è particolarmente ricercato però è candido e ben stirato. È lei stessa che provvede quando torna a casa dal lavoro. Anche se la donna, che mostra con dignità gli anni raggiunti, è già in pensione però lavora ancora, per arrotondare le entrate e per regalare alla sua nipotina quei sogni che durano per sempre.

Si dirigono verso una cartolibreria posta di fronte alla scuola. La porta d'ingresso è incorniciata ai lati, come promessa di sorprese maggiori, di vetrine da cui si scorgono, sempre aggiornate, le novità del momento e gli articoli per tutte le stagioni. Da una vetrina si intravede un poliziotto di carta alto poco più di un palmo di una mano, che oscilla il busto dalla vita in su come un pendolo: la piccola rimane senza fiato.

Appena entrate sono accolte da un signore alto e da una donna, meno alta, dal sorriso contagioso. Entrambi i coniugi hanno i capelli neri e qualcuno bianco.

«Cosa possiamo fare per rallegrare questa bambina con queste belle trecce?» Chiese l'uomo.

La nonna risponde che la nipote ha bisogno di essere incoraggiata negli studi, perché prova un qualche timore reverenziale verso la maestra.

«Allora abbiamo la soluzione ideale, degli amici pronti ad aiutarti piccina, quando ti viene da piangere e hai paura», dice la cartolaia.

scimmia

Al ché il marito comincia dicendo «Per vincere la paura ti presento la scimmia urlatrice messicana: brava con le bambine e incredibilmente cattiva con le maestre, immagina cosa potrebbe farle se solo la maestra si azzardasse a farti un torto!» La bimba spalanca gli occhi meravigliata.

Poi la moglie che dice «E loro sono i fiammiferini, ottimi quando si ha poca voglia di studiare: per ogni compito svolto potrai prendere dalla scatola uno di loro e dopo aver studiato, potrai giocare con tutti quelli che hai guadagnato.» Il volto della piccola si trasforma in un sorriso.

scimmia

Molto serio in volto il marito avvisa «Per evitare che tu possa barare con i compiti c'è bisogno che tu venga controllata dal topo commissario con gli occhiali, severo quanto basta, non potrai reggere il suo sguardo esigente.» La piccola reagisce stringendo la mano della nonna.

Conclude la moglie dicendo «Il rimedio migliore per andare a dormire soddisfatta per aver fatto i compiti rimane lei, la bambola dei sogni... Tu puoi raccontarle tutte le cose che hai fatto a scuola e lei, se avrai fatto il tuo dovere, ti mostrerà tutti i luoghi del mondo in cui potrai andare, ti farà conoscere i bambini diventati grandi protagonisti della storia e gli scrittori del passato di cui leggi sui libri di scuola e poi, animali, piante e folletti...»

La bimba, nei giorni seguenti, recupera tutto il suo sorriso e la spensieratezza giusta dei suoi pochi anni.

Quella sera si addormentò serena e contenta perché tutti quei giocattoli erano entrati a far parte dei suoi sogni e non sarebbero più andati via.

***

Penso che ad ogni età un problema possa apparire senza vie di uscita. Spesso, dimentichiamo di essere stati dei bambini e di avere già risolti alcuni problemi, legati a quella età, che ci sembravano insormontabili. Analogamente da adulti possiamo attingere alle medesime risorse di cui abbiamo già dimostrato di avere disponibilità nel nostro mondo interiore.

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