Gio, 31 Ott 2019 Aria condizionata

racconto consapevolezza 4 minuti, 2 secondi
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La realtà è una ma i modi con cui possiamo guardare ad essa sono infiniti. Un po come un film, siamo abituati a vederlo ma fatichiamo quando dobbiamo imparare a leggerlo.

Questa che mi propongo di raccontare è l'esperienza di Davide (nome di fantasia). Davide abita in città, in centro, accanto a un museo. È un lavoratore instancabile, ha lavorato senza interruzione, per circa quarant'anni, nello stesso ufficio. Sveglia alle 6.30, si prepara per primo rispetto alla moglie e la figlia, altrimenti l organizzazione familiare si inceppa, e si avvia di corsa in ufficio, trenta minuti a piedi.

'Mi piace lavorare' confessa ' ma, d estate, sono infastidito perchè manca in ufficio l' aria condizionata'. In genere, per la maggior parte delle persone, non è un grosso problema invece per lui è proprio una seccatura; essendo nato in estate aveva sempre sofferto il caldo, dice, fin dal primo giorno di vita.

Gli piace ricordare, ad esempio, che la madre gli ha raccontato che ha pianto senza interruzione fino all'arrivo della prima frescura autunnale. Adesso che la madre non c'è più può basarsi solo sul ricordo di quelle parole. Lei gli diceva: «hai pianto almeno per un mese filato, da metà luglio a metà agosto, hai continuato anche con i primi temporali di fine agosto ma, in questo caso, piangevi perché eri spaventato dai tuoni e dai fulmini. Solo a settembre ti sei acquietato.»

Sappiamo tutti che il caldo estivo abbassa la pressione del sangue. Nel suo caso, con la pressione tendente verso l'alto, il caldo avrebbe dovuto compensare. E invece niente, la calura estiva e l'umidità lo rendono spossato, alla stregua di un pugile suonato. Se non cade a terra è solo per la voglia di non darla vinta al caldo.

Davide possiede un'altra caratteristica o, per meglio dire, un comportamento che tende ad aumentare la sua sofferenza verso il caldo ed il sudore. E lo ammette lui stesso con questa frase: «Chi non ha testa, ha gambe!» Un pomeriggio d'ottobre, ad esempio, gli è capitato di dimenticare la sua penna in ufficio, oggetto di poco valore ma non si è fatto scrupoli a ritornare sui suoi passi ed e tornato di corsa a riprenderla. E questo lo fa con un passo, una cadenza decisamente esagerata, poco ci manca che si metta a correre per decine e decine di metri o di salire le scale a due gradini alla volta per fare prima.

Gli ascensori poi, non li prende neanche in considerazione, sono sempre troppo lenti per lui. Questo modo di fare è quello migliore per essere, come minimo, accaldato o, più spesso, sudato.

Al lavoro non sie è mai lamentato né riguardo alla quantità di lavoro né per lo stipendio. L'unica richiesta, d'estate, è stata quella riguardante un ventilatore o un condizionatore d'aria.

Il datore di lavoro con diverse giustificazioni ha respinto le sue puntuali richieste. 'Si, dai, prima o poi compriamo qualcosa sai che abbiamo un problema di costi', tagliava corto, era nel suo stile cambiare all'improvviso argomento. Nonostante ciò, nonostante i continui rifiuti, nessun problema con il capo, anzi c'era perfino una certa confidenza fra le rispettive famiglie.

Un giorno, senza un motivo apparente, il capo mostro più attenzione del solito all esigenza di Davide. Durante una breve pausa per il pranzo mentre mangiavano un panino e fissavano la citta dalle finestre aperte del locale, il capo esordi con tono deciso« sai, Davide, quest’anno ho preso in considerazione una possibile soluzione per il problema dell aria condizionata»

Appena ha sentito questa affermazione il volto di Davide si illuminò, come se avvesse appena avuta una visione mistica e rimase a bocca aperta per lo stupore.

Poi continuando il capo dice «Negli ultimi due fine settimana di maggio ho chiamato un paio di operai e ho provveduto a creare due distinte aree di lavoro, una per le donne e una per gli uomini. Siccome le donne soffrono il freddo piuttosto che il caldo ho lasciato che usassero i locali senza aria condizionata mentre agli uomini ho messo a disposizione un locale verandato che si affaccia sul giardino, un locale fin troppo areato.»

Il capo ha poi spiegato che entrambi i locali sono a norma, la differenza è che quello con accesso al giardino è più freddo di quattro o cinque gradi, essendo all’ombra dal mattino alla sera e avendo un maggior numero di finestre.

La faccenda sembrava essersi risolta ma subito dopo la fine dell’estate Davide era andato nell'ufficio del capo, tutto sconsolato.» L'improvvisa svolta lo aveva scombussolato perchè non aveva preso in considerazione gli effetti della nuova situazione sul suo umore.

«Capo, sarà meglio che rimetti tutto com’era prima e pazienza per il caldo. Lavorare in un ambiente con solo uomini silenziosi è una noia che non credevo possibile, le giornate sono più grigie di un giorno di nebbia tra Roncobilaccio e Barberino del Mugello.»

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